sabato 22 aprile 2017

SINDACO 2017 – CAPITOLO 7: OVVERO ALLA RICERCA DI POLITICI CAPACI DI FAR ELEVARE LEGNANO DA “BORGO” PROVINCIALE A CITTÀ A VOCAZIONE EUROPEA.

di Giuseppe Marazzini
22.04.2017

IL PALIO DELLE ELEZIONI

Una dama e cinque cavalieri iscritti al singolar tenzone, ovvero 6 candidati sindaci per “conquistare” Legnano. Il “Me car Legnan” (Mia cara Legnano) è il lemma dominante delle molte liste civiche, o para civiche, a cominciare da “Insieme per Legnano”, “Proteggiamo Legnano”, “Più Legnano”, “Legnano Futura”, “Movimento per Legnano”, “Legnano al Centro”, “Legnano in Comune”, “Noi per la Lombardia per Legnano”, “Obiettivo Legnano” di Unione Italiana. Liste civiche che si dividono tra il sostegno a Centinaio o a Fratus, altre si presentano con un proprio candidato sindaco - Ornella Ferrario e Juan Pablo Turri -. Tuttavia non mi sento di escludere la formazione di nuove liste civiche che rimandano al nome della città. Chissà che confusione in cabina elettorale, bisognerà dotarsi di un lettore di simboli. 

Il forte richiamo alla legnanesità non fa che confermare l’attaccamento al proprio campanile oltre che mascherare la debolezza delle forze politiche di vecchio conio. Anche chi si proietta nel futuro, facendo previsioni per i prossimi 15-20 anni, non si allontana dal proprio cortile. Questa spasmodica corsa all’uso del nome della città desta qualche perplessità; o i proponenti pensano che i legnanesi hanno dimenticato di abitare a Legnano, quindi bisogna ricordarglielo, o la cultura politica espressa da queste liste e coalizioni è ancorata al modello del “bello il mio paesone” e, penso che sia proprio così. 

Le prime anticipazioni rilasciate dal maggior rappresentante della coalizione “Io Amo Legnano”, non si discostano dal come è “bello il mio paesone”; frasi roboanti sulla sovra municipalità o sugli ipotetici ruoli di egemonia nella città metropolitana, volendo far credere che Legnano è la “capitale” dell’Altomilanese. Ma sappiamo tutti che la realtà è ben diversa. Ricordiamo per esempio il tira e molla di Centinaio, tentando di scaricare la colpa su altre municipalità, per riavere la sede del Giudice di Pace, o la timidezza politica nel contrastare chi nel Pubblico non interviene per prevenire l’inquinamento del fiume Olona o i contrasti sul caso Ikea e viale Cadorna; temi sui quali senza i movimenti di pressione i cittadini legnanesi sarebbero rimasti penalizzati. 

Oppure si riciclano nuovi progetti quando quelli previsti prima non hanno avuto esito positivo, vedi ad esempio il cambio di destinazione della nuova biblioteca che passa dalle ex fonderie Tosi alla ex sede del Tribunale; un cambio di luogo da leggersi più come la disfatta della politica urbanistica dell’amministrazione uscente. Un altro modello è possibile? Sì, se la politica fa il suo dovere. Nel nostro caso far diventare Legnano una vera città e questo va fatto rendendo consapevoli i cittadini e tutti gli attori sociali e produttivi, che bisogna cambiare forma mentis e mettere da parte le lotte di potere, gli egoismi e i particolarismi e operare davvero per il bene pubblico con vera trasparenza. 

Le divisioni fra gli schieramenti, gli spostamenti da un campo politico all’altro e la formazione delle tante liste civiche evidenziano che il mondo politico legnanese è imploso.  Dietro a questa implosione, dovuta anche all’assenza di una borghesia illuminata, non ci vedo niente di buono, vedo solo un fronte politico personalistico, scarsamente lungimirante e molto poco etico. 

Salvo ulteriori aggiustamenti e ripensamenti gli schieramenti delle nuove alleanze elettorali sono date dal candidato Fratus, che oltre a Forza Italia si porta in casa “Legnano Futura” di Stefano Quaglia e “Proteggiamo Legnano” di Tiziana Colombo, mentre il ricandidato Centinaio, oltre al Pd e “Insieme per Legnano”, accorpa “Più Legnano” di Chiara Bottalo e di Beppe Assuntino, “Noi per la Lombardia per Legnano” di Vito Giannuzzi e “Obiettivo Legnano-Unione Italiana” di Roberto Colombo, ma perde la compagine importante di Ri-Legnano che negli ultimi tempi si è mostrata piuttosto critica con la Giunta Centinaio. 

Centinaio, con il beneplacito di “Insieme per Legnano”, risucchia nella propria congrega anche Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, presenti con una propria lista “Legnano in Comune” con candidato sindaco Juan Pablo Turri, al quale chiede sostegno in caso di ballottaggio, ma nessun apparentamento, solo condivisione di punti programmatici. Luciano Guidi con “Alternativa Popolare” e Ornella Ferrario con “Legnano al Centro” e la lista “Movimento per Legnano”, si presentano in forma autonoma. Entrambi i candidati si collocano nell’area moderata e puntano ad essere l’ago della bilancia, in caso di ballottaggio, tra Fratus e Centinaio. 

Insomma uno scenario della politica legnanese retrò e non mancheranno giochi e giochini per fregarsi l’uno con l’altro, chissà se questo modo di fare politica piacerà ancora ai cittadini di Legnano. Senza entrare nel merito della qualità delle persone in “concorso”, appare evidente che due dei principali attori in scena, Fratus e Centinaio, sono figli dello stesso modo di fare politica, non tanto sotto il profilo ideologico ma per il modello amministrativo che hanno rappresentato e rappresentano. Infatti sulle loro spalle grava il peso della zavorra del “clientelismo politico”, cioè la distribuzione dei posti e dei benefici nell’ambito della pubblica amministrazione. Forzando un po’ il mio pensiero potrei dire che siamo di fronte a due destre, con matrici diverse, ma pur sempre destre. 

Per ora devo riconoscere che l’unica forza politica in campo che potrebbe assumere responsabilità amministrative, che si discosta e non condivide questo modello di fare politica, è il Movimento 5 Stelle. 

Nessun commento: