domenica 13 gennaio 2013

... si passa la sera scolando barbera ...

di Giuseppe Marazzini
13.01.2013

Le ordinanze hanno un senso se risultano efficaci, altrimenti, in caso contrario, rimangono carta straccia. Ho la sensazione che l’ultima ordinanza antialcol emanata il dicembre scorso dall’attuale amministrazione legnanese riguardante alcune vie del centro città, sarà un buco nell’acqua. Già l’amministrazione Vitali si era cimentata con ordinanze simili. Lanciò in grande stile una  “crociata antidegrado”, senza però sortire effetti e cambiamenti tangibili e finendo com’era prevedibile, nel giro di poco tempo, nel dimenticatoio da parte di tutti.

Questa nuova ordinanza colpisce anche chi vende gli alcolici e non solo i consumatori, cioè coloro che vengono ritenuti i principali responsabili del degrado cittadino (a dir la verità ce ne sono anche altri). Nel quadrilatero compreso tra le vie Italia, Garibaldi, Della Vittoria e Roma è vietata la libera vendita di alcolici da asporto, se non compensati con altra merce di pari valore, ed è vietato consumare alcol all’esterno dei locali. Film già visto e rivisto perché chi fa bisboccia all’aperto e  danneggia il patrimonio pubblico e privato, di solito sceglie l’orario notturno e non sempre è ubriaco.

Già alcuni cittadini hanno rilevato le molteplici incongruenze presenti nell’ordinanza, quindi non si capisce come concretamente verrà contrastato il degrado nell’area delimitata o per ricaduta nelle aree limitrofe. Io penso che i consumatori non potendo più comprare liberamente alcol nella zona “proibita”, troveranno comunque il modo di soddisfare la loro esigenza, ad esempio attraversando corso Italia e facendo acquisti nel “duty free” della strada parallela.

Gli effetti devastanti di un consumo eccessivo di alcol sulla persona, assunto su una panchina o in un bar, sono i medesimi. Ovviamente è più degradante vedere una persona che si ubriaca su una panchina che in un bar. Se proprio ubriacatura ci deve essere, meglio che ciò avvenga in un bar,  a patto però che il gestore trattenga l’ubriaco fin tanto che gli passa la sbornia, in modo tale da evitare possibili danni e turbative in luoghi pubblici e nelle strade cittadine.

Sarò provocatorio, però è un modo come un altro per non turbare la sensibilità di alcuni aristocratici della nostra città ... Forse è il caso che amministrazione, gestori e associazioni del settore promuovano una seria campagna sia di prevenzione contro l’abuso di alcol che per incentivare comportamenti civili e rispettosi verso le persone, le cose e la città stessa.


  Giorgio Gaber "Trani a gogò" - 1962 

Gustosa lettera di un aristocratico bolognese sulla sospensione delle ordinanze antidegrado nella sua città - 14/03/2012. 
Da leggere!
 

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