sabato 11 febbraio 2012

PORAJMOS

di Giuseppe Marazzini
11.02.2012


Da giorni, sulla stampa e sui siti on-line in particolare, si continua a parlare della presenza dei Rom a Legnano. Il merito, o il demerito, di aver sollevato la questione va imputato al candidato sindaco del “Movimento 5 stelle”, che, forse invidioso del “successo” mediatico di Campiglio, ha voluto attirare l’attenzione su di sé con un argomento su cui tanti legnanesi sono molto sensibili. Al di là della forma espressiva con la quale ha marchiato i Rom (capita a tutti, a volte, di non rendersi conto della gravità delle proprie azioni), a mio parere, il suo modo di porre la questione rischia di complicare ulteriormente le relazioni fra queste persone e i cittadini legnanesi: proposte lanciate a pioggia, con tutto il rispetto per chi le fa, rischiano di finire nel tritacarne del populismo e di inasprire il “conflitto” sociale. Sarebbe sbagliato, secondo me, affrontare tale questione senza conoscere la storia dell’immigrazione cosìddetta “clandestina” a Legnano, una storia triste, verso la quale la città ha almeno un debito morale.

Cosa fare, o almeno, come iniziare un confronto sereno e fuori da ogni pregiudizio nei confronti dei Rom (non perché sono più onesti o educati di noi, ma per la semplice ragione che anche loro hanno diritto di cittadinanza, diritto sancito dalla carta dei diritti dell’uomo)? Per queste persone non c’è progetto di inserimento sociale che possa stare in piedi se non sarà sostenuto da una forte intesa fra le amministrazioni locali del circondario, di Legnano e comuni limitrofi, intesa che deve essere condivisa in modo veramente trasversale, anche dalla maggioranza delle forze politiche, a prescindere dalla loro visione ideale, così che si possa avere anche un vasto consenso da parte della popolazione. Al progetto, infatti, non può mancare il sostegno del volontariato sociale, che è, anzi, fondamentale.

Posso garantire che, durante la mia esperienza personale, ho incontrato amministratori distanti dal mio modo di fare politica o dai miei ideali, ma fattivamente sensibili alla tematica in discussione, così come ho trovato resistenza da parte di chi, apparentemente, dovrebbe essere più vicino al mio modo di pensare. Anche nel mondo del volontariato, quando si solleva la questione dei Rom, molti soggetti prendono le distanze, anche se ciò li fa entrare in conflitto con i dettami del loro credo religioso. Ho la sensazione che a Legnano, nel mondo della politica, del volontariato e della società civile, pochi abbiano letto “ERO STRANIERO E MI AVETE OSPITATO”, libro scritto da Padre Enzo Bianchi.



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