martedì 28 luglio 2015

VECCHI DIRIGENTI ACCAM CORROSI DAL BUSINESS DEI RIFIUTI

Giuseppe Marazzini
28.07.2015




















COMPORTAMENTI INACCETTABILI DEI DIRIGENTI ACCAM !

MENTRE I COMUNI MATURAVANO LA DISMISSIONE DELL'INCENERITORE,  ATTIVAVANO LE PROCEDURE PER INCREMENTARE LA QUANTITA' DI RIFIUTI E PER RICEVERE RIFIUTI ANCHE DA FUORI REGIONE!

APPELLO AI SINDACI E ALLA REGIONE PER ANNULLARE QUESTA SCELTA SCIAGURATA !

                                                                  26 luglio 2015

Proprio nei giorni in cui vengono resi pubblici i risultati dell'analisi epidemiologica di ARPA Piemonte sulle gravi conseguenze sulla salute dell'inceneritore di Vercelli che, senza ombra di dubbio, viene imputato dell'aumento dei tumori (+60%, con punte di +400% per i tumori del colon-retto e +180% dei polmoni) anche per l'esercizio dell'impianto dopo la ristrutturazione, veniamo casualmente a conoscenza che i dirigenti Accam hanno attivato  un iter amministrativo che ha portato al riconoscimento della qualifica di impianto di incenerimento con recupero energetico (R1), si tratta del primo passaggio per rientrare nella "rete nazionale degli inceneritori" sciaguratamente prevista dal decreto “Sblocca Italia” e che permetterebbe all'impianto di incrementare d'ufficio la quantità dei rifiuti inceneribili (autorizzazione a "saturazione termica") e contestualmente a venir svincolato da ogni limitazione di provenienza territoriale, regionale ed extraregionale.

Mentre i sindaci ricevevano garanzie dall'assessore Regionale all'ambiente Claudia Terzi che non vi sarebbero stati problemi di autorizzazioni nella fase di dismissione dell'impianto, Polleri, Antonelli e Ghiringhelli richiedevano un riconoscimento atto a ottenere l'autorizzazione di bruciare più rifiuti, ovviamente extra-consortili.

Pur sapendo delle decisioni in corso verso la dismissione dell'inceneritore, non hanno ritenuto di avvisare i proprietari, cioè i 27 comuni soci, di questa procedura in corso!

Nella nota del 16 luglio, a firma del funzionario regionale Dario Sciunnach, risulta infatti che l’impianto Accam è stato riclassificato come R1, e quindi atto a ricevere i rifiuti da fuori Regione, il tutto dopo 6 mesi di missive con l'azienda con conteggi e riconteggi sul reale rendimento energetico dell'impianto (su alcuni dei quali nutriamo forti dubbi di legittimità ) al fine di riuscire ad arrivare a questo risultato.

Chi ha autorizzato questa iniziativa che ora mette ancora più a rischio la salute della nostra popolazione e per la quale saremo probabilmente obbligati, secondo il decreto del Governo, a ricevere i rifiuti extraregionali fino a saturazione della capacità dell'impianto?

Logica invece vorrebbe che in fase di dismissione dell'impianto si debba prevedere una graduale riduzione dei rifiuti fino allo spegnimento di un forno e poi del secondo.

Questo deve essere l'obiettivo dichiarato da ACCAM e dai Comuni nell'ambito della attuale procedura di riesame della Autorizzazione Integrata Ambientale, una procedura che deve essere resa pubblica in ogni suo passaggio e in ogni suo documento per permettere l'informazione finora negata e la partecipazione delle popolazioni esposte.

Se l'impianto venisse inserito nella "rete nazionale degli inceneritori" il Governo può imporre l'incremento dei rifiuti inceneriti e il conferimento dei rifiuti da fuori Regione rimettendo in discussione quanto finora ottenuto e condiviso dalla maggioranza dei Comuni consorziati .

Una beffa bella e buona rispetto agli sforzi dei cittadini che si impegnano in una gestione sempre più virtuosa dei rifiuti e dei Comuni che si sono schierati nella direzione di una gestione alternativa dei rifiuti.

Comunque, se guardiamo le modalità con le quali Accam è riuscita a passare da impianto D10 (di solo smaltimento) a R1 (con recupero di energia) riteniamo che tutte le considerazioni fino ad oggi fatte non siano più valide in quanto, con l'entrata in vigore il 10 luglio scorso della direttiva europea 1127/2015 che impone coefficienti più stringenti per il calcolo della efficienza energetica, l'azienda dovrebbe ripresentare un nuovo calcolo aggiornato e correttamente impostato sulle linee guida europee sull'argomento.

Ci appelliamo quindi ai sindaci del consorzio, che a maggioranza hanno votato per lo scenario di dismissione dell'inceneritore Accam, affinché svolgano tutti i controlli e le azioni in loro potere per evitare questa beffa e questo danno per i cittadini di Busto Arsizio e dell' Altomilanese.

Ci appelliamo infine all’assessore Terzi chiedendoLe un incontro chiarificatore su quale sia la strategia della Regione verso la graduale riduzione dell'impiantistica di incenerimento lombarda, più volte annunciata, e naturalmente garanzie sulla graduale dismissione dell'impianto Accam come deciso dalla maggioranza dei soci in data 2 marzo 2015.

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