sabato 21 agosto 2010

LA BATTAGLIA NON FINISCE QUI!!!

LE PROTESTE DEI PASTORI CONTINUANO.
Blitz all'aeroporto di Alghero e Cagliari è invasa dai trattori. Su due fronti la mobilitazione dei pastori sardi. Ad Alghero un migliaio di allevatori del Movimento guidato da Felice Floris ha cercato di occupare lo scalo. Forze dell'ordine schierate, disagi per i passeggeri e qualche momento di tensione. Slogan contro la Coldiretti che a Cagliari ha organizzato gli Stati generali della pastorizia italiana: capoluogo invaso da centinaia di trattori



CAGLIARI. Continua la protesta dei pastori in Sardegna. La mobilitazione è su due fronti stavolta. Nel Nord Sardegna gli allevatori del Movimento pastori sardi di Felice Floris si sono resi protagonisti di un nuovo clamoroso blitz, cercando di bloccare l'accesso all'aeroporto di Alghero. A Cagliari, invece, un centinaio di trattori ha invaso le strade del capoluogo per gli Stati generali Coldiretti della pastorizia italiana.

Il blitz di Alghero. La protesta all'aeroporto di Alghero era "annunciata" dopo quelle delle scorse settimane negli scali di Cagliari e Olbia e sulla strada statale 131 "Carlo Felice" nell'Oristanese. Circa un migliaio di pastori provenienti da tutta la Sardegna, guidati dal leader del movimento Felice Floris, dopo il raduno davanti a un agriturismo sono arrivati nello scalo di Fertilia e si sono divisi in tre tronconi. Uno ha cercato di bloccare l'accesso allo scalo e gli altri alle strade che conducono a Sassari e Alghero. Sul posto erano schierate le forze dell'ordine: gli agenti della Polizia in assetto antisommossa e i carabinieri hanno bloccato tutti gli accessi dell'aerostazione.

La manifestazione si è conclusa poco prima delle 14. Dopo circa tre ore sono stati tolti i blocchi stradali agli accessi e i manifestanti hanno lentamente abbandonato l'area antistante lo scalo. Ci sono stati momenti di tensione quando, intorno alle 12,30, un gruppo di pastori ha cercato di forzare il blocco di polizia e carabinieri all'ingresso della nuova aerostazione, subito sedati dall'intervento dialogante ma deciso delle forze dell'ordine. In precedenza, una troupe a supporto degli inviati di Mediaset era stata presa di mira da alcuni esagitati, ma senza conseguenze di rilievo.La protesta dei pastori non ha influito sul regolare traffico aereo, causando solo qualche disagio ai passeggeri che hanno dovuto percorrere alcune centinaia di metri a piedi per arrivare allo scalo.

Slogan contro la Coldiretti. Nella manifestazione dell'Mps non sono mancati slogan e insulti, scanditi al megafono, contro la Coldiretti, che a Cagliari in contemporanea ha organizzato gli Stati generali della pastorizia italiana. Un piccolo gruppo di manifestanti ha inoltre cercato di incendiare una bandiera dell'associazione guidata da Sergio Marini. Frasi offensive anche contro l'assessore all'Agricoltura Andrea Prato.

Secondo Felice Floris, la manifestazione di oggi è stata "una cosa meravigliosa" perché "stiamo crescendo in misura esponenziale, sempre più compatti e coesi. La manifestazione di Coldiretti a Cagliari - ha aggiunto il leader del movimento - è stata invece un fallimento, con poche centinaia di persone. Dovevano venire qui e avremmo combattuto insieme. L'assessore regionale dell'Agricoltura Andrea Prato", ha aggiunto, "è un assessore della Coldiretti, non nostro. A settembre devono arrivare le soluzioni per salvare il mondo agropastorale, altrimenti a ottobre saremo già morti".

Tra le prossime iniziative, si ipotizza un blitz in Costa Smeralda prima della grande manifestazione di protesta prevista annunciata per settembre a Cagliari.

Molte le fasce tricolori di sindaci arrivati da tutta l'isola per portare la solidarietà ai manifestanti. Nel corteo sono inoltre presenti, tra gli altri, i leader di "Sardigna Natzione", Bustiano Cumpostu e Giampiero Marras, e il portavoce del movimento "A manca pro s'indipendentzia" Cristiano Sabino.

Invasione di trattori a Cagliari. Protesta anche a Cagliari. Questa mattina un centinaio di trattori ha invaso le strade del capoluogo per raggiungere attraverso le vie del centro la piazza Paolo VI (o dei Centomila) dove si svolgono con la presenza del presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini gli stati generali della pastorizia italiana con rappresentanze di pastori da tutte le regioni italiane per presentare all'hotel Mediterraneo la piattaforma di mobilitazione. Traffico rallentato e qualche disagio per gli automobilisti.

La piattaforma di mobilitazione per salvare la pastorizia - come annunciato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini - sarà presentata alle Regioni interessate e il 30 agosto al ministero delle Politiche Agricole, dove è stata convocata appositamente una riunione per analizzare le problematiche del settore ovicaprino. Marini ha sottolineato che la grave crisi della pastorizia con il latte e la carne che vengono sottopagati a livelli insostenibili per gli allevatori rischia di far scomparire i 70mila allevamenti italiani dove sono allevate quasi 7 milioni di pecore che rappresentano un patrimonio economico, sociale, ambientale e culturale del Made in Italy.

Agli allevatori in Sardegna, dove si produce quasi la metà del latte di pecora, il latte - ha aggiunto il presidente Coldiretti- viene pagato 60 centesimi di euro al litro ben al di sotto dei costi di produzione e su valori inferiori del 25 per cento rispetto a due anni fa, mentre la carne di agnello deve subire la concorrenza sleale delle produzioni estere che vengono spacciate come nazionali per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta l'origine a differenza di quanto avviene per la carne bovina".


"Protesta compatibile con i nostri obiettivi". Marini ha commentato anche quanto successo ad Alghero, con l'ennesimo blitz dell'Mps. "Ad oggi attuiamo una forma di protesta compatibile con l'obiettivo di raggiungere risultati, nell'interesse degli allevatori", spiega. "Le strade sono diverse e passano per un confronto serio con le istituzioni. La nostra piattaforma è compatibile con ciò che Regioni e Governo possono fare, non è utopistica. Alcune forme di protesta, se esasperate portano ad allontanare le soluzioni".

(20 agosto 2010)

La Nuova Sardegna 20.08.2010

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