giovedì 16 aprile 2015

VERSO IL 70° del 25 APRILE: lettera di Giuseppe Bonizzi, partigiano condannato a morte.

Giuseppe Marazzini
16.04.2015

Giuseppe Bonizzi
Di anni 49. Nato il 4 giugno 1894 a Cremona. Residente a Caprino Veronese (VR). Sposato e padre di due figli. Di professione meccanico navale. Di ideali comunisti, alla caduta di Mussolini è tra coloro che organizzano le manifestazioni e festeggiamenti nella piazza del paese. Dopo l’8 settembre si unisce ai partigiani della Brigata Garibaldi Arvesani. Catturato il 2 marzo 1944 a Garda (VR), viene a lungo interrogato e torturato, prima di essere rinchiuso in una cella del Forte San Leonardo di Verona, dove ha sede il carcere degli Scalzi. Il 30 maggio successivo è condotto a Forte San Procolo e fucilato.




Lettera di Giuseppe Bonizzi al Governo della nuova Italia scritta in data 30-05-1944 da Forte San Leonardo (Carcere degli Scalzi, Verona)

Forte S. Leonardo, 30-5-44

Per il Governo della nuova Italia.
Fra pochi minuti sarò assassinato per la sola colpa di essere un vero Italiano, da un plotone di esecuzione tedesco. Non dimentichi il nuovo governo e sappia della mia lunga agonia, della vedovanza di mia moglie madre dei miei due piccoli figli.

Le atrocità commesse contro di me e contro tanti altri buoni Italiani non si possono dire a parole e non si potranno immaginare. Raccomando la mia famiglia rimasta priva del loro unico sostegno domiciliata a Caprino Veronese.

Viva l’Italia libera dalla tirannide tedesca
Giuseppe Bonizzi

Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (http://www.ultimelettere.it), on line dal 26 aprile 2007, INSMLI.

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